Grazie Adele Venneri!

Testimonianza di Consuelo Corridori.
Psicologa e Psicoterapeuta.
Svizzera.

Ho scelto di essere presente a Montserrat quando a casa di un’amica, Anna Maria Fiscalini, durante un incontro di lettura dei libri di Adele Venneri, Emanuela Rossi ci ha sussurrato l’intenzione di Adele di organizzare, per capodanno, un’incontro esperenziale a Montserrat.

Il mio sentire è stato in sequenza: ‘grazie Adele Venneri che, una volta di più ci inviti all’esperienza, che dono, che gioia’; ‘che bello proprio a Capodanno, una festa che non ho mai amato, che gioia alla possibilità di viverlo in modo diverso, non accompagnato da tutti i contenuti che generalmente lo abitano: il sentirsi obbligati al divertimento, il dover fare qualcosa di speciale a tutti i costi, la cena, il Brindisi….’.

Ho capito poi che la mia anima, che abita il “Tempus Continuus Aeternus”, già sapeva, quando ho lasciato Montserrat il 23 luglio di questo anno, che li sarebbe presto tornata a continuare l’esperienza, quell’esperienza che, su un altro piano, non aveva mai interrotto.

Si una parte profonda di me è rimasta lì, durante questi 5 mesi, e ha continuato a vivere quell’esperienza, a cercare risposta a tutti i quesiti rimasti in sospeso, a tutte le domande che Adele li, allora, ci aveva posto.
Quel pomeriggio a casa di Annamaria ho fiutato l’occasione che l’invito portava con sè.

Il ‘semino’ del desiderio era stato piantato, ora si trattava di innaffiarlo fino a farlo divenire realtà.

Ben sapendo che la strada da percorrere prima di salire sull’aereo che mi avrebbe portato a Montserrat sarebbe stata lunga e tortuosa.
Avrei dovuto passare al setaccio tanti miei credo: le feste si passano in familia, non puoi andartene così e lasciare marito e figli, proprio a capodanno e via così un introietto dopo l’altro.
I giorni passavano, il semino cresceva nel mio cuore.
Ho prenotato l’albergo, ho comprato il biglietto aereo, ho organizzato il trasferimento dall’aeroporto di Barcellona a Montserrat ….ma ancora non avevo comunicato le mie intenzioni in famiglia.

Non era un segreto, non era un tradimento, era il bisogno di far crescere quel semino dentro di me prima di portarlo al mondo in modo che la decisione di partire potesse essere comunicata con ‘dolce fermezza’ e non come una richiesta di ricevere dall’esterno quell’autorizzazione che io non ero riuscita a darmi.

La scelta era mia, il permesso doveva venire da me!!

Poi, a novembre, proprio durante un volo Milano-Barcellona, lo stesso che avrei dovuto prendere io un mese dopo, mio papà ha incontrato il COVID.
Ed è ricoverato in terapia intensiva, intubato, in ospedale….proprio a Barcellona.
Sul cammino per Montserrat, si insinua una paura che finora non avevo mai sentito, la paura di cui è intrisa la coscienza collettiva di questi tempi, la paura del covid.

Che perfetto alibi per la mente recalcitrante che continuava a fare resistenza, che non voleva che io partissi, che continuava a mostrami i suoi perché no…

Poi una notte mi sveglio preda di un’angoscia fortissima, il respiro corto, il corpo che trema, il cuore che batte all’impazzata.
Mi alzo, mi siedo con una tisana calda, nel tentativo di calmarmi, inizio a concentrarmi sul respiro.
Lentamente la mente si ritira sullo sfondo, fa posto all’anima.
E l’anima ‘con dolce fermezza’ mi parla: ‘Consuelo, tu non hai paura del covid, è una scusa, l’ennesimo alibi, la rappresentazione della tua più grande PAURA: quella di partire.

Sai benissimo cosa succederà a Montserrat, ci sei già stata , hai già potuto sperimentare la forza di quel posto, la sua energia, la sua frequenza e la frequenza di Adele….

Hai paura di tornarci…di incontrarti e scoprire che niente ti può più separate da te, da ciò che realmente sei, che arrivato il momento di fare il salto, ti prenderti la responsabilità della tua vita, le vecchie modalità, tutti i credo da cui ti sei lasciata inchiodate negli anni, hanno fatto il loro tempo, è arrivato il momento di crescere, di diventare intera, di lasciare che risplenda il tuo sole…’.

La paura è quello che ci trattiene, che ci frena, ci impedisce il viaggio, la paura è la MENTE che continuamente ci mente, ci separa, ci allontana dal SOLE che risplende al centro del nostro petto.
Da ciò che ci invita al RICORDO fin dal giorno in cui ci separammo.
Quella notte la dolce carezza dell’anima ha travolto ogni resistenza e ha dato inizio al viaggio.
Il viaggio verso L’INIMMAGINABILE.
In cui sono scesa nell’utero della grande madre.

Dove ho sentito forte la claustrofobia che mi affligge da una vita, e, dove, scendendo ho compreso che questa è solo un etichetta che la ‘scienza’ mi aveva appiccicato addosso condannandomi a diventare quel sintomo.

Io sono ‘CLAUSTROFOBICA’ e ogni volta che mi trovavo in determinate situazioni puntuale mettevo in atto quei comportamenti che l’etichetta evocava.

E allora in un attimo comprendo che una semplice parola, come negli esperimenti di Masaru Emoto, può alterare la forma dei cristalli della mia acqua, alterandone la purezza originaria, informandola di ciò che non sono.

IL SUONO VIBRA E PLASMA LA MATERIA.

Quanto, per anni, mi sono sentita sbagliata, manchevole, quanto l’etichetta mi ha separato da me, da ciò che realmente sono. Quanto mi ha ucciso in vita.

Ripenso a miei 10 anni di studi alla mia professione, PSICOLOGA e poi PSICOTERAPEUTA, quante etichette mi hanno insegnato a mettere, quante condanne a morte della verità più intima delle persone.

E più etichettavo e più mi sentivo sapiente, utile, e a me piaceva sentirmi utile, ne avevo bisogno.

Oggi ho compreso che con quelle etichette condannavo le persone a separarsi, a perdersi nel ‘sintomo’.

IO in quella grotta ho scelto di respirare e più respiravo e più la morsa allentava, e più la morsa allentava e più potevo GODere dell’esperienza, più potevo essere libera, più potevo GIOIRE, più potevo esserci.

E allora ho iniziato a vedere tutta la bellezza che mi circondava, a sentire la frequenza del luogo, i suoni, i colori, tutti i sensi si sono risvegliati….è tutto ‘solo’ perché mi ero separata da un etichetta, da un nome che non ero io….

E poi è arrivato il capodanno, tempo unico, diverso da tutti i capodanni vissuti precedentemente.

L’attimo in cui ho compreso l’eterno momento presente dove passato presente e futuro coesistono e dove le esperienze si ripetono, eternamente uguali, finché non vengono attraversate veramente, comprese e trasmutate.

E ho compreso che Sono io LA MATRICE CREANTE di ogni mia esperienza.
E ho compreso che niente potrà più essere come prima.
Prima, nella grotta, ero scesa, ora, libera, leggera, salivo…

Grazie amata, VERA MAESTRA Adele, con te l’inimmaginabile è divenuto realtà.

Grazie Stefano Scrimieri che irradi la frequenza del maschile sano, che Donà perché è nella sua natura farlo, quanta VERA CONOSCENZA ci hai amorevolmente offerto.

Grazie a tutte le mie anime sorelle presenti, facendomi da specchio mi avete permesso di incontrarmi.

È proprio quando io rientravo da Montserrat mio papà, dopo un mese e 10 giorni, usciva dall’ospedale per tornare a casa.

L’immagine di dolore e sofferenza non mi serviva più.

‘ORA CI SEI, RALLEGRATI, CI SEI, CI SEI ARRIVATA.
SI QUI SEI NEL TEMPO DELL’ETERNA COSCIENZA.
CONGRATULATI CON TE STESSA.
FESTEGGIATI, ONORATI, RINGRAZIATI.
SEI LIBERA.
LIBERA DALLA PAURA DI FALLIRE.
LIBERA DALLA PAURA DI DIMOSTRARE.
LIBERA DALLA PAURA DI ESSERE GIUDICATA.
LIBERA DALLA PAURA DI NON ESSERE DEGNA.

LIBERA DALLA PAURA DELLA MORTE.’

Tratto del capitolo X de ‘La Nuova Coscienza di Maria Maddalena’ di Adele Venneri.

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