Fidati! La Coscienza sta cambiando.

Fidati! La Coscienza sta cambiando.

 

La Coscienza si sta unificando e il gesto di questi due atleti ne è la prova tangibile.

 

Un grande messaggio di fratellanza con cui lo sport si arricchisce della gioia di entrare in com-unione con chi ha gli stessi sogni.

Un messaggio attraverso il quale permettere allo sport di tornare alla sua primordiale ORIGINE. 

 

Gianmarco Tamberi e Mutaz Barshim hanno scelto di condividere un ORO olimpico. In comune accordo hanno scelto di vivere due medaglie d’oro senza il bisogno di dominare sull’altro. Senza nessun bisogno di stabilire chi fosse il migliore, ma hanno scelto di godersi la comune vittoria, mettendo da parte la vanità dell’ego e quindi i bisogni materici. 

 

INSIEME hanno festeggiato la GIOIA del gioco e non la rivalsa del nemico.

 

Non so a voi, ma a me questa notizia ha commosso profondamente.

 

Vi invito, se vi va, a soffermarvi sulle origini dello sport.

 

Questo nasce come attività psicomotoria, non come atto competitivo. 

 

Quest’ultimo, come nelle guerre, è stato CREATO. Nasce dall’induzione da parte del sistema alla credenza dell’esistenza di un nemico da combattere e sconfiggere.

 

Ecco che i bambini cercano il loro super eroe. Lo stereotipo artificiale che va a sostituire l’archetipo intrinseco naturale.

 

Lo sport competitivo è stato creato per separare, per indurre alla lotta (basti pensare al pugilato), alla rivalsa, alla competizione. Per indurre l’umano a credere nell’illusione della vittoria.

Come nelle guerre è stato creato per sconfiggere il nemico e DIMOSTRARE di essere FORTI! 

 

PURA ILLUSIONE. 

PURA MANIPOLAZIONE.

 

La vita non è una partita da vincere, la vita è un’esperienza da VIVERE.

 

Portare l’umano a schierarsi o da una parte o dall’altra, a tifare per una squadra o un’altra, non è questa forse separazione? Non è forse simile alla frequenza separatoria esistente nella politica? O nelle religioni in cui ogni DIO è migliore di un altro?

 

Indurre l’umano a provare rabbia, competizione, rivalsa come accade per esempio nel calcio che sforna stereotipi ai quali gli adolescenti ambiscono come unico sogno della loro vita. 

Per non parlare del business sotteso che gira intorno allo sport calcistico.

 

Lo sport deve tornare alla sua ORIGINALE essenza. Lo sport, inteso come MOVIMENTO, è funzionale ed essenziale al corpo, no all’ego. 

 

Il corpo per sua natura è destinato a muoversi sincronicamente al MOVIMENTO dell’universo. Nulla è statico. “Panta Rei”, diceva Eraclito.

 

L’umano non ha bisogno di vincere sull’altro.

Ha bisogno di vincere se stesso. 

RIUNIFICANDOSI, non separandosi.

 

Ambire alla vittoria, sconfiggendo l’altro, significa perdere. 

Significa guerra, scontri, rivalsa, delusione, vendetta, rabbia. 

Frequenze vibratorie non certo utili al cambiamento della Coscienza. 

 

Ambire alla propria vittoria significa perdere se stessi.

Celebrare insieme: questa è la Vittoria. 

 

Questa è la frequenza vibratoria necessaria in questo momento epocale in cui l’umano CONSAPEVOLE vive l’esperienza della sua partita, in cui non ci sono né vinti, né persi.

 

Chapeau ragazzi!

 

Questo sí che è un goal.

Un goal la cui palla non va nella RETE dei potenti. 

Un goal, la cui palla diviene una perla nella porta del cuore!

 

Grandi!! 

 

Di fronte a questo gesto, un grande applauso e tutti in piedi!

 

Adele Venneri 

www.adelevennericreautrice.it



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